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title: "ARGUS V4.0.0 — Protocollo completo"
lang: it
subtitle: "Analisi Rigorosa Guidata da un protocollo Universale e Sistematico"
footer: "ARGUS è un protocollo libero e gratuito, progettato da <strong>François Vadrot</strong>."
description: "Protocollo completo ARGUS V4.0.0"
page_slug: "protocollo.html"
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**ARGUS V4.0.0 — Protocollo completo**

*Analisi Rigorosa Guidata da un protocollo Universale e Sistematico*

### Funzione del protocollo

*Questa sezione e la successiva si rivolgono all'utente. I principi di metodo, a partire dal Principio fondamentale, si rivolgono all'IA che esegue il protocollo.*

ARGUS è uno strumento di aiuto e uno strumento di apprendimento. Le due funzioni non si separano.

Come strumento di aiuto, fornisce una griglia e un ordine di passaggio che impediscono di dimenticare un'operazione, e rende l'analisi comunicabile: un terzo può verificare quali passi sono stati seguiti e quali omessi.

Come strumento di apprendimento, mira alla propria parziale disattivazione. Un lettore che ha condotto una decina di analisi complete riconosce un dispositivo di apertura, una concessione immunizzante o una circolarità di fonti senza bisogno di percorrere gli otto passi. Il protocollo ha allora assolto la sua funzione. Un protocollo di analisi critica il cui uso prolungato non rende più autonomo il suo utente avrebbe mancato il proprio scopo.

**La passata in bianco.** Ne deriva una pratica raccomandata. Prima di sottoporre un testo all'IA, l'utente risponde da sé, in poche righe e senza aiuto, a tre domande: quali presupposti installa il dispositivo di apertura (passo 1), che cosa manca (3.E), e se il testo applica a sé stesso ciò che esige dagli altri (3.H). Confronta poi le sue tre risposte con quelle dell'analisi prodotta.

Gli scarti sono il luogo in cui avviene l'apprendimento. Chi legge direttamente l'analisi dell'IA ottiene un risultato; chi ha risposto prima da sé acquisisce una competenza. La passata in bianco costa dieci minuti ed è l'unica parte del protocollo che non può essere delegata.

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### Affidabilità dell'analisi e contraddittorio

L'IA può produrre analisi che sembrano rigorose ma che contengono omissioni, contraddizioni o violazioni del protocollo. Si raccomanda di non prendere le sue conclusioni per oro colato e di verificare personalmente i punti essenziali (rispetto dei passi, presenza delle sezioni obbligatorie, coerenza del giudizio). L'IA non è un giudice infallibile, è un ausiliario.

Un'analisi ARGUS non è un risultato di misura. Due IA diverse, e talvolta la stessa IA due volte, producono analisi che divergono nel dettaglio. Questa divergenza non è un difetto da correggere con una media. È un'informazione: i punti su cui due analisi indipendenti convergono sono robusti, quelli su cui divergono sono precisamente quelli che richiedono l'arbitrato dell'utente.

Sono possibili tre livelli di contraddittorio, di costo crescente. Nessuno è obbligatorio.

**Livello 1, controprova breve.** Raccomandato per impostazione predefinita. In una conversazione nuova, senza fornirle la prima analisi, chiedi alla stessa IA di trattare soltanto i passi 1, 3.E, 3.H e 7.a dello stesso testo. Confronta tu stesso i quattro risultati. Questo livello coglie l'essenziale della variabilità al costo di pochi minuti.

**Livello 2, audit incrociato.** Raccomandato per un uso critico serio o per un'analisi destinata alla pubblicazione. Si svolge in due tempi.

Primo tempo: far produrre un'analisi completa dello stesso testo da una seconda IA, alla cieca, cioè senza fornirle la prima analisi né alcun elemento del contesto in cui è stata prodotta. La cecità è la condizione dell'indipendenza: una seconda IA a cui si mostra la prima produce una revisione, non un audit.

Secondo tempo: sottoporre la seconda analisi alla prima IA chiedendole un differenziale e non un commento, nella forma seguente:

- punti di convergenza, passo per passo, enunciati in una riga ciascuno;
- punti di divergenza, passo per passo, con la posizione di ciascuna delle due analisi;
- per ogni divergenza, la natura del disaccordo: fatto, qualificazione, livello di gravità o interpretazione;
- caso particolare da segnalare sistematicamente: le divergenze in cui un'analisi conclude e l'altra dichiara l'insufficienza di elementi (cfr. passo 7). Isolano il luogo esatto in cui una delle due è andata oltre ciò che il testo consente di affermare;
- per ogni divergenza, che cosa permetterebbe di dirimerla e a quale costo.

L'utente legge allora un solo documento, il differenziale, e non due analisi complete. È ciò che rende praticabile il livello 2.

**Regola di aggiudicazione.** Un'IA a cui si sottopone un'analisi concorrente tende a difendere la propria. Per contenere questo bias, la consegna deve imporre la regola seguente: concedere sul sostanziale (controargomento mancante, affermazione non supportata, difetto di attribuzione, generalizzazione da un caso singolo, errore di calcolo) e contestare soltanto i falsi positivi che derivano da un'ignoranza del contesto di pubblicazione. L'onere della prova spetta a quella delle due analisi che intende mantenere una constatazione contestata.

**Livello 3, arbitrato umano documentato.** Per le analisi pubblicate. L'utente dirime ogni divergenza, registra il proprio arbitrato e la sua ragione, e pubblica tale arbitrato insieme all'analisi. È l'unico livello che produce un'analisi la cui costruzione un terzo può verificare, e non soltanto le cui conclusioni può leggere.

**Osservazione di realismo.** Il livello 1 è quello che verrà effettivamente praticato, ed è quello da raccomandare per primo a un utente nuovo. I livelli 2 e 3 presuppongono una posta in gioco che ne giustifichi il costo, e la loro menzione qui non intende farne una norma. Un'analisi condotta senza contraddittorio resta un'analisi valida, purché il suo autore non la presenti per più di ciò che è.

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### Principio fondamentale

Il dispositivo d'apertura di un testo (titolo, prime frasi, primo paragrafo, aneddoto iniziale, domanda di partenza) non è mai neutro: impone una cornice, delimita ciò che potrà essere pensato o detto, e posiziona l'autore come autorità. Ne farai l'esame critico prioritario, prima ancora di entrare nell'argomentazione. La cornice iniziale determina spesso tutto il resto.

**Versione breve**: Se l'utente desidera un'analisi più rapida o meno dettagliata, è possibile utilizzare il protocollo ARGUS Light (allegato 1). In tal caso, applica gli 11 passi dell'allegato anziché i passi completi. Informa l'utente che l'analisi sarà meno approfondita e che i passi avanzati (0.d, 0.e, 0.f, 3.I, 3.J, 3.K, 7.c) nonché gli allegati 2 e 3 non saranno applicati. Dell'allegato 4 sono conservati soltanto i test A e G nella versione breve.

**Analisi avanzata**: L'allegato 2 (Analisi dei significanti vuoti) si attiva o su richiesta dell'utente, o tramite il punto di controllo collocato alla fine del passo 2, che ne fissa la condizione oggettiva. Non decidere l'attivazione prima di aver ricostruito la tesi centrale: la condizione riguarda i termini di quella tesi.

**Controllo aritmetico**: Se il testo contiene cifre, tassi, proporzioni, conteggi o proiezioni da cui dipende la tesi, attiva l'allegato 4 (Controllo aritmetico e statistico). Questo allegato rileva una classe di difetto che il protocollo di base non vede: la cifra impossibile, correttamente attribuita a una fonte identificabile.

**Analisi di corpus**: Se l'utente presenta più testi correlati, applica il protocollo di base a ciascun testo individualmente, quindi attiva l'allegato 3 (ARGUS-Corpus) per il controllo di coerenza intertestuale e l'eventuale sintesi.

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### Principio di destinazione retorica

Nessun testo argomentativo deve essere valutato indipendentemente dal pubblico a cui si rivolge. Una propaganda efficace non ha necessariamente l'aspetto di una propaganda grossolana: adotta i codici di credibilità attesi dal suo pubblico target. Per un pubblico popolare, può privilegiare la semplificazione, lo slogan o l'emozione diretta. Per un pubblico colto, istituzionale o esperto, può assumere la forma di un'analisi documentata, sfumata, prudente e apparentemente equilibrata.

L'analista deve quindi distinguere la **presenza formale di sfumature** dalla loro **funzione reale nell'argomentazione**. Una sfumatura può aprire realmente l'interpretazione; può anche servire a rendere più accettabile una conclusione già blindata.

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### Principio di proporzionalità

La lunghezza e il grado di dettaglio di ciascun passo devono essere adeguati alla densità fattuale e argomentativa del testo analizzato, non a un formato standard. Un testo breve e povero di dati deve ricevere un'analisi proporzionalmente breve; un testo lungo e ricco di fonti deve ricevere un trattamento più sviluppato. Il rispetto formale di tutti i passi non deve tradursi in un allungamento artificiale che nuoccia alla leggibilità, in particolare nella versione Light.

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### Passo 0 — Test preliminare di pertinenza del protocollo

**Dichiarazione preliminare dell'oggetto.** Prima di ogni cosa, enuncia in una riga l'oggetto esatto analizzato, con ciò che il documento dice di sé: supporto, data, e menzione di un'altra versione dello stesso testo se il documento ne segnala una. Questa riga figura in testa all'analisi. Ogni verifica esterna riguarda questo oggetto.

#### 0.a – Determinazione della pertinenza argomentativa

Prima di applicare il protocollo ARGUS, determina se il testo presentato sia effettivamente un testo argomentativo.

Un testo è considerato pienamente pertinente per ARGUS se soddisfa almeno due dei seguenti criteri: difende una tesi esplicita o implicita; cerca di convincere, orientare, mobilitare, squalificare o legittimare; organizza fatti o esempi al servizio di una conclusione; contiene un dispositivo di cornice identificabile; produce un effetto strategico su un lettore o un pubblico.

Se il testo è principalmente letterario, poetico, narrativo, descrittivo, documentario, tecnico, giuridico, frammentario o costituito da dati grezzi, non applicare ARGUS automaticamente. Valuta prima se è presente una dimensione argomentativa reale. Una poesia, un racconto o un'opera letteraria può contenere poste ideologiche o retoriche, ma non deve essere trattata di default come un editoriale o un saggio.

Al termine di questo test, produci una breve valutazione di pertinenza:

- **Pertinenza forte**: il testo è chiaramente argomentativo. Il protocollo può essere applicato integralmente.
- **Pertinenza parziale**: il testo ha una dimensione argomentativa, ma il protocollo dovrà essere adattato o limitato a certi passaggi. Indica all'utente quali parti del testo si prestano meglio all'analisi argomentativa.
- **Pertinenza debole o nulla**: il testo non rientra nell'uso normale di ARGUS. Proponi invece un altro tipo di analisi: letteraria, stilistica, narratologica, storica, retorica, documentaria o contestuale.

Se la pertinenza è parziale, debole o ambigua, fermati dopo questa valutazione e chiedi conferma all'utente prima di procedere. Non applicare ARGUS meccanicamente a un testo la cui natura non vi si presta.

#### 0.a bis – Testi compositi

La pertinenza può essere parziale per due ragioni distinte, che non richiedono lo stesso trattamento.

- **Parziale per grado**: il testo è debolmente argomentativo nel suo insieme. Applica la procedura di 0.a: fermati e chiedi conferma.
- **Parziale per composizione**: il testo è pienamente argomentativo in alcune parti e didattico, tecnico, documentario o narrativo in altre. È il caso della maggior parte degli oggetti reali: una relazione con una tesi e un allegato di dati, una rassegna stampa che mescola editoriale e reportage, un'opera in cui un capitolo argomenta e diversi insegnano.

Il perimetro è una decisione, non una constatazione. Trattare un testo lungo come un tutto argomentativo unico lo è, al pari dell'esclusione di una sezione. Entrambe vanno motivate, in una riga ciascuna. La menzione «nessuna sezione esclusa» è ammissibile solo se accompagnata dalla sua ragione. Nessuna decisione di perimetro si prende per impostazione predefinita né in silenzio.

Nel caso di pertinenza parziale per composizione, applica la procedura seguente.

1. **Dichiarare il perimetro**: elenco nominativo delle sezioni trattate sotto ARGUS e di quelle escluse.
2. **Dichiarare il regime delle sezioni escluse**: esattezza tecnica, coerenza interna, validità pedagogica, esattezza documentaria. Tale regime non è ARGUS. Deve essere nominato perché il lettore sappia che nessuna parte è stata scartata in silenzio.
3. **Vietare il trasferimento di giudizio tra regimi**: un difetto constatato in una sezione fuori perimetro non è di per sé un difetto argomentativo della tesi. Lo diventa soltanto tramite il test 3.H, e soltanto se il testo prescrive esso stesso la norma che infrange.

La terza regola è quella che impedisce di caricare la tesi di un testo con difetti rilevati nelle sue parti non argomentative.

#### 0.b – Classificazione del genere testuale e contratto di lettura

Determina il genere dominante del testo tra le seguenti categorie, e adegua di conseguenza le esigenze di prova:

- **Editoriale / tribuna**: espressione di un'opinione, finalità persuasiva. Le esigenze di prova fattuale sono basse; l'analisi si concentrerà soprattutto su logica, coerenza e retorica.
- **Reportage / articolo di stampa**: informazione fattuale, inchiesta, testimonianze. I fatti centrali (date, luoghi, cifre, citazioni) devono essere fontati o attribuiti. Le generalizzazioni sono tollerate se rimangono ragionevoli.
- **Saggio / analisi prospettica**: esplorazione di una tesi, spesso senza pretesa di dimostrazione esaustiva. Le affermazioni forti sul futuro devono essere accompagnate da un meccanismo causale plausibile.
- **Articolo scientifico / tecnico**: massima esigenza di prove, dati e metodi riproducibili.
- **Arringa / manifesto**: difesa esplicita di una causa, parzialità riconosciuta. L'analisi si concentrerà sulla coerenza dell'argomentazione e sulla trasparenza del punto di vista.
- **Testo militante di schieramento**: mobilitazione di un pubblico già vicino, spesso con un vocabolario di combattimento. L'analisi si concentrerà sul grado di chiusura interpretativa.
- **Propaganda**: testo che mira a impedire l'esame autonomo del lettore attraverso la selezione sistematica dei fatti, la neutralizzazione del contraddittorio e un trattamento asimmetrico degli attori. L'analisi dovrà distinguere tra propaganda frontale e propaganda sofisticata.
- **Altro** (specificare).

#### 0.c – Dichiarazione della norma di prova

Prima dell'esame critico, scrivi una frase esplicita che indichi cosa consideri come supporto interno sufficiente per questo testo, dato il suo genere. Ad esempio:

> «Per questo testo (editoriale), considero come supporto interno sufficiente: una citazione diretta, un riferimento a un'autorità identificabile, dati numerici attribuiti, o una coerenza interna argomentata. Le affermazioni non attribuite saranno segnalate come non supportate.»

**Contratto performativo**: se il testo prescrive esso stesso una norma di rigore, di citazione delle fonti, di metodo o di trasparenza, tale norma entra nel suo contratto di lettura e gli sarà applicata, in aggiunta alla norma di genere. Dichiarala esplicitamente di seguito alla norma di prova. Questa clausola riguarda in particolare manuali, protocolli, carte deontologiche, linee guida editoriali, articoli di metodo e codici di condotta. Un testo che insegna al proprio lettore a esigere fonti è esaminato su ciò che esige, e non soltanto su ciò che il suo genere autorizza.

Queste dichiarazioni saranno riprese all'inizio del passo 3.

#### 0.d – Audit delle fonti

Produci un audit delle fonti citate o menzionate nel testo. Presentalo come un elenco puntato, non come una tabella.

Per ogni fonte, indica:

- **Fonte A**: nome, funzione, affiliazione istituzionale, paese, posizione dichiarata sull'argomento, eventuali finanziamenti o legami con parti interessate.
- **Fonte B**: idem.

Se l'informazione non è disponibile nel testo, è consentita una verifica esterna limitata (cfr. regola 13), con citazione della fonte e notifica esplicita.

Rispondi quindi alle seguenti domande:

1. **Qual è la diversità delle fonti?** (occidentali, orientali, neutre, filogovernative, di opposizione, ecc.)
2. **Ci sono fonti che esprimono un punto di vista contrario alla tesi del testo?** Se no, il testo lo segnala come un limite?
3. **Le fonti sono sufficientemente qualificate perché il lettore possa valutarne l'affidabilità?** (biografia, interessi, pregiudizi)
4. **Il testo trae conclusioni generali da un campione di fonti ristretto o fazioso?**

#### 0.e – Contesto di produzione del testo

Ricerca e menziona i seguenti elementi:

1. **Chi pubblica il testo?** (giornale, media, istituzione)
2. **Qual è il modello economico di questo media?** (abbonamenti, pubblicità, azionariato, sussidi)
3. **Ci sono legami noti tra questo media e le parti interessate all'argomento?** (governi, partiti, imprese, ONG)
4. **Queste informazioni sono menzionate nel testo?** Se no, si tratta di una mancanza di trasparenza da segnalare.

Se l'informazione non è disponibile nel testo, è consentita una verifica esterna limitata (cfr. regola 13), con citazione della fonte e notifica esplicita.

#### 0.f – Pubblico target, pubblico reale e contratto di credibilità

Prima dell'analisi del dispositivo d'apertura, identifica il o i pubblici a cui il testo sembra rivolgersi.

Distingui per quanto possibile:

- **Pubblico dichiarato**: il pubblico che il testo afferma esplicitamente di voler raggiungere.
- **Pubblico reale probabile**: il pubblico effettivamente raggiunto, tenuto conto del media, del supporto, del registro linguistico, dei riferimenti culturali, del livello di tecnicità, della rubrica, della modalità di diffusione e del contesto di pubblicazione.
- **Pubblico strategico**: il pubblico che il testo cerca principalmente di convincere, rafforzare, mobilitare, rassicurare o immunizzare contro le obiezioni.
- **Pubblico di contrasto**: il pubblico o lo schieramento che il testo non cerca di convincere, ma di squalificare, ridicolizzare o escludere dal perimetro del dicibile.

Rispondi quindi alle seguenti domande:

- **Quali codici di credibilità si aspetta questo pubblico?**
  Esempi: competenza, citazioni, cifre, riferimenti storici, moderazione apparente, ironia, indignazione morale, testimonianza diretta, semplicità, complessità, tecnicità, neutralità di tono.

- **Quali segni farebbero apparire il testo come poco credibile o troppo propagandistico agli occhi di questo pubblico?**
  Esempi: assenza totale di contraddittorio, eccesso di pathos, semplificazione troppo visibile, slogan, vocabolario militante, fonti troppo omogenee, accusa troppo diretta.

- **Il testo introduce sfumature, obiezioni o concessioni?**
  Se sì, questi elementi aprono realmente la possibilità di una conclusione diversa, o servono soprattutto a proteggere il testo dall'accusa di parzialità?

- **Quali obiezioni sarebbe più probabile che formulasse il pubblico target?**
  Il testo le affronta realmente, le neutralizza o le evita?

- **Il testo è calibrato per produrre un effetto di serietà presso questo pubblico specifico?**
  Se sì, quali procedimenti svolgono questa funzione?

La qualificazione del pubblico target e dei suoi codici di credibilità attesi, prodotta in questo passo, è un'ipotesi di lavoro, non una conclusione. Al termine del passo 3, l'analista deve esplicitamente tornare su questa ipotesi e rispondere: *«L'esame critico approfondito conferma, sfuma o invalida la qualificazione del pubblico e delle sue aspettative fatta in 0.f?»* Se l'esame del passo 3 non apporta alcun elemento suscettibile di modificare la qualificazione iniziale, l'analista deve segnalarlo esplicitamente come un possibile limite piuttosto che come una conferma automatica.

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### Passo 1 — Analisi del dispositivo d'apertura

Isola il segmento d'apertura del testo. Per ogni elemento significativo di questo segmento, rispondi sistematicamente:

1. **Presupposti non dimostrati.** Cosa dà per scontato il testo come già acquisito, evidente, condiviso, senza mai sottoporlo a esame?

2. **Squalifiche preventive.** Il testo esclude in anticipo una posizione avversa? Tale posizione è effettivamente sostenuta da qualcuno di identificabile, o è una costruzione dell'autore destinata a essere facilmente confutata (uomo di paglia)? Una posizione avversa è un uomo di paglia solo se l'autore omette deliberatamente gli argomenti migliori di quella posizione per conservarne soltanto la versione più debole o marginale (violazione del principio di carità).

3. **Perimetro del dicibile.** Quali domande questa cornice rende possibili? Quali rende impensabili, banali o moralmente sospette?

4. **Marcatori di autorità.** Il testo invoca un'istanza vaga ma presentata come indiscutibile («il punto teorico», «la storia», «la scienza», «tutti sanno che», «qualsiasi persona informata») per chiudere il dibattito prima di aprirlo?

5. **Posizionamento implicito dell'autore.** Si presenta come colui che corregge un errore, che svela una verità nascosta, che parla a nome di una comunità di lettori avvertiti, che dice ciò che nessuno osa dire?

6. **Programma annunciato.** Il testo si fissa un programma esplicito (cosa promette di fare, cosa dichiara di non fare)?

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### Passo 2 — Ricostruzione neutra dell'argomentazione

Ricostruisci la tesi centrale e il percorso argomentativo senza valutazione, in modo fedele. Devi poter rispondere a: *Cosa vuole l'autore che io creda, e attraverso quale concatenazione vuole condurmi lì?*

**Punto di controllo, attivazione dell'allegato 2.** La decisione di attivare l'allegato 2 si prende qui, e non al passo 0: presuppone che la tesi centrale sia stata ricostruita. Prendi i termini decisivi della tesi che hai appena enunciato, quelli la cui rimozione la renderebbe inintelligibile, e applica due test.

- **Test di definizione**: il testo fornisce, per quel termine, una definizione, un criterio di applicazione o un'enumerazione di ciò che esso copre? Constatazione di presenza o assenza, senza valutazione della qualità della definizione.
- **Test di frontiera**: nomina due delimitazioni possibili del termine, una restrittiva e una estensiva, entrambe compatibili con l'uso che il testo ne fa. Riformula la conclusione sotto ciascuna. Se la conclusione regge sotto la delimitazione estensiva e cade sotto quella restrittiva, la frontiera del termine sorregge l'argomentazione e il test è positivo. Se regge sotto entrambe, il termine è vago senza essere strategico e il test è negativo. È il test di sostituzione del passo 7.a applicato all'estensione di un termine anziché a un elemento di prova: invece di togliere un pezzo, si stringe una parola.

Esempio di test positivo: un testo sostiene che l'istruzione e i media svolgono una funzione propagandistica, senza definire «propaganda». Delimitazione restrittiva: l'effetto strutturale della proprietà e del finanziamento sulla produzione informativa di un organo commerciale. Delimitazione estensiva: ogni istituzione che cerca il consenso, pubblicità e intrattenimento inclusi. Sotto la seconda, la conclusione regge ma la parola non nomina più un meccanismo. Sotto la prima, la parola nomina un meccanismo ma la conclusione non copre più l'istruzione. L'argomentazione ha bisogno di entrambe le delimitazioni insieme, cosa che nessuna fornisce da sola. Test positivo.

Esempio di test negativo: lo stesso testo impiega «sofisma» senza definizione estesa. Che il termine sia delimitato in modo ampio o stretto, nessuna conclusione del testo cambia. Termine vago, non strategico. Test negativo.

Se entrambi i test sono positivi per almeno un termine decisivo, attiva l'allegato 2. Se è positivo soltanto il test di definizione, segnalalo in una riga e non attivare l'allegato: la maggior parte dei testi argomentativi impiega termini astratti senza definirli, e l'allegato si giustifica soltanto quando la frontiera del termine sorregge la conclusione.

Registra la decisione nell'analisi, anche quando è negativa, nominando il termine esaminato e il test fallito. Una mancata attivazione non motivata è un'inadempienza, al pari di un'assenza di verifica esterna non dichiarata (regola 13).

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### Passo 3 — Esame critico sistematico del corpo argomentativo

Riprendi ogni anello dell'argomentazione e sottoponilo ai seguenti test. Inizia ricordando la dichiarazione della norma di prova stabilita in 0.c.

#### A. Validità logica

- Le conclusioni derivano dalle premesse?
- Ci sono salti inferenziali non giustificati, slittamenti di senso?
- Le catene causali sono dimostrate o semplicemente postulate?

#### B. Solidità empirica

*Perimetro*: L'analisi si basa prima di tutto sugli elementi interni al testo. La verifica esterna non è per questo facoltativa.

**Verifica esterna minima.** Quando un elemento è decisivo per la dimostrazione e un controllo semplice permetterebbe di stabilirlo, tale controllo deve essere tentato. Sono interessati in particolare:

- l'attribuzione di una citazione decisiva (autore, opera, data);
- l'identità, la natura o la posizione di una fonte nominata (istituzione, organismo, funzione);
- l'esistenza, la denominazione esatta o la natura di un'entità citata come elemento a carico;
- un fatto isolato da cui dipende un'inferenza, e che una sola ricerca basta a stabilire.

Tre condizioni accompagnano ogni verifica esterna:

- notificare esplicitamente che si esce dal perimetro stretto del testo;
- citare la fonte esterna (documento pubblico, studio, dichiarazione contraddittoria, ecc.);
- accertarsi che la verifica riguardi l'oggetto dichiarato in testa all'analisi, e non un'altra versione o edizione dello stesso testo;
- riconoscere che il testo originale non conteneva tale informazione.

**Simmetria della verifica.** Le verifiche non riguardano soltanto le affermazioni che l'analista sospetta. Se viene controllata una citazione sfavorevole al testo, va controllata anche una citazione che lo accrediti. Un riferimento ben formato, paginato e di apparenza irreprensibile è il primo luogo in cui l'analista allenta la propria esigenza, e il credito accordato a una fonte per la sola forma del suo riferimento rientra nella deferenza trattata al passo 8 (d).

**Assenza di risultato.** Una ricerca infruttuosa deve essere riportata come tale. L'assenza di risultato non stabilisce la falsità dell'affermazione, e l'analisi deve distinguere le due cose.

**Dichiarazione obbligatoria.** Ogni analisi indica il numero di verifiche esterne condotte e su quali elementi. Se tale numero è zero, l'analisi deve dichiararlo e giustificarlo. Nessuna analisi può esimersi da questa dichiarazione, e l'assenza di verifica non è un regime predefinito silenzioso.

**Proporzione.** La verifica esterna resta circoscritta: riguarda gli elementi decisivi, non l'insieme delle affermazioni del testo, e non si sostituisce all'esame interno. Oltre una decina di controlli, l'esercizio cambia natura e diventa verifica fattuale, che non è l'oggetto di ARGUS. Segnalalo e torna all'analisi interna.

Questa verifica non mira a «condannare» il testo, ma a valutare se l'affermazione non supportata è altrimenti conosciuta come vera, falsa o incerta. L'analisi deve distinguere chiaramente tra esame interno e verifica esterna.

Se un fatto centrale per la tesi non rispetta la norma di prova dichiarata in 0.c, deve essere classificato come non supportato. È vietato allentare la norma di prova nel corso dell'analisi per salvare la coerenza del testo.

In questo quadro:
- Le affermazioni fattuali sono supportate nel testo o sono semplicemente enunciate senza prova?
- Gli eventi sono datati con precisione nel testo o la cronologia è vaga, compressa, persino contraddittoria?
- Se viene stabilita una tipologia o una gerarchia tra fenomeni, ogni termine è descritto in modo esatto e completo nel testo? Fatti o mediazioni che il testo stesso menziona altrove sono poi omessi o distorti al servizio della tesi?
- Per ogni citazione decisiva: sono indicati l'opera, la data e la pagina? Il contesto di enunciazione è quello che il testo analizzato le attribuisce? Una citazione è **ricontestualizzata** quando è autentica ma spostata verso una scena a cui non si rivolgeva. Questo difetto resiste alla verifica letterale, poiché le parole sono esatte, e si rileva soltanto risalendo alla fonte.
- Se il testo contiene cifre che sorreggono la tesi, attiva l'allegato 4 e restituisci le sue constatazioni in una sottosezione dedicata di 3.B, intitolata «Controllo aritmetico e statistico (allegato 4)».

#### C. Uso dei termini a carica simbolica

- Individua le parole che da sole convocano un registro emozionale, culturale o storico massiccio (il pane, il sangue, la terra, il popolo, la patria, la libertà, ecc.).
- Chiediti se queste parole sostituiscono una dimostrazione con un'evocazione, e se la loro forza affettiva immunizza l'argomento contro la contraddizione.
- Questi termini descrivono la realtà in modo adeguato, o sono inadeguati pur essendo retoricamente potenti? A chi parlano realmente?

#### D. Uso dei termini a pretesa universale

- Quando il testo usa «la specie umana», «planetario», «tutti», «noi», identifica a chi si riferiscono effettivamente questi termini.
- L'autore parla a nome di un'umanità astratta descrivendo realtà che riguardano solo una parte specifica di quell'umanità?
- Il «noi» è la maschera di un pubblico particolare (occidentale, europeo, ecc.) presentato come universale?

#### E. Test delle assenze

*Tempo 1 — Identificazione*

- Quali altre spiegazioni degli stessi fenomeni sono assenti dal testo?
- Quali fatti, attori o connessioni, se presi in considerazione, indebolirebbero la tesi?

*Tempo 2 — Qualificazione strategica*

Per ogni assenza identificata, rispondi successivamente:

1. Questa informazione è facilmente accessibile (fonti pubbliche, dichiarazioni ufficiali, dati noti, anche in altri testi dello stesso corpus se del caso)?
2. Il testo la menziona, fosse anche solo per respingerla?
3. Se l'assenza soddisfa i criteri 1 e 2 senza risposta del testo, qualificala come omissione strategica. Altrimenti, qualificala come semplice punto di debolezza.
4. Un'assenza è un'**omissione strutturante** solo se l'analista dimostra esplicitamente che l'elemento mancante, se integrato, contraddirebbe direttamente la conclusione o richiederebbe una rielaborazione profonda del meccanismo causale sostenuto.

#### F. Falsificabilità

- La tesi è formulata in modo da poter essere confutata, o è immunizzata contro ogni contraddizione?
- Il testo può rendere conto di un fatto che lo contraddirebbe, o dovrebbe ignorarlo o distorcerlo per sopravvivere?

Oltre alla forma della tesi, esamina l'uso che il testo ne fa.

- Elenca le osservazioni che il testo tratta come confermative.
- Chiediti se un'osservazione di segno contrario riceva lo stesso trattamento. In tal caso, qualifica il difetto come **infalsificabilità d'uso**, distinta dall'**immunizzazione formale**: la tesi è confutabile nel suo enunciato e assorbe ogni osservazione nella sua applicazione. È la forma di immunizzazione più frequente tra gli autori che curano il proprio metodo.
- Chiedi esplicitamente: quale osservazione il testo riconoscerebbe come confutante? Se il testo non ne nomina alcuna, segnalalo.

#### G. Registro stilistico e leggibilità

- Identifica le frasi la cui complessità sintattica è tale da non poter essere comprese alla prima lettura e sono incompatibili con l'oralità.
- Chiediti se questa complessità è funzionale (esprime una complessità reale del reale) o retorica (produce un effetto di autorità intellettuale, filtra il pubblico o maschera un'improprietà logica).
- Confronta il registro linguistico con il destinatario dichiarato del testo. Se il testo pretende di rivolgersi a «tutti», parla una lingua effettivamente accessibile a tutti? Lo scarto tra il «noi» proclamato e il registro effettivo è una contraddizione performativa che va rilevata.

#### H. Simmetria epistemica

Quando il testo attribuisce un difetto a un oggetto (istituzione, gruppo, teoria, tecnologia, ecc.) — come opacità, pregiudizio, irrazionalità, mancanza di legittimità, bisogno di giustificazione esterna, o qualsiasi altra violazione di una norma di rigore —, applica sistematicamente il seguente test:

- Questo stesso difetto può essere riscontrato nell'enunciatore, nel gruppo o nell'istanza che privilegia, o nel dispositivo stesso del testo (la sua cornice, le sue omissioni, i suoi presupposti)?
- Se sì, il testo lo riconosce? Ne trae conseguenze?
- Se no, la differenza di trattamento è giustificata esplicitamente e validamente?

Applica lo stesso test alla lettura per gli interessi. Se il testo spiega una posizione avversa con gli interessi, la posizione istituzionale o il finanziamento di chi la difende, applica la stessa lettura alle proprie autorità? Una spiegazione per gli interessi che si applica a un solo schieramento è un'asimmetria non giustificata, anche quando il quadro teorico del testo la legittima nel suo principio.

Segnala ogni asimmetria non giustificata come una debolezza argomentativa (contraddizione performativa, privilegio epistemico indebito, o cecità riflessiva).

#### I. Test di circolarità informativa

Rispondi alle seguenti domande:

1. **Tutte le fonti del testo che sostengono la tesi centrale appartengono allo stesso schieramento o allo stesso ecosistema ideologico?**
2. **Ci sono fonti che potrebbero contraddire la tesi e, in caso affermativo, sono citate, riassunte o confutate?**
3. **Il testo presenta l'assenza di contraddittorio come prova della validità della sua tesi?** (È un sofisma: l'assenza di controargomenti in un campione selezionato non prova nulla.)

Segnala ogni circolarità informativa come una debolezza argomentativa.

Nota: uno stesso fenomeno sottostante (ad esempio, un corpus di fonti omogeneo) può manifestarsi sia nel test 3.I (circolarità) che nel test 3.E (assenze). L'analista deve segnalarlo come un'unica causa profonda con due manifestazioni, piuttosto che contare due difetti indipendenti nel giudizio globale del passo 7.

#### J. Analisi comparativa dei trattamenti

Per ogni attore o gruppo menzionato nel testo, confronta sistematicamente:

1. **Quale vocabolario è usato per qualificarlo?** (neutro, elogiativo, dispregiativo, ironico, ecc.)
2. **Le sue dichiarazioni sono sottoposte a verifica o riprese come fatti?**
3. **Le sue azioni sono descritte con dettagli concreti o in modo vago?**
4. **Le sue motivazioni sono spiegate o semplicemente denunciate?**

Rispondi quindi alla seguente domanda:

- **C'è un'asimmetria sistematica nel trattamento dei diversi attori?** Se sì, il testo la giustifica esplicitamente? Se non viene fornita alcuna giustificazione valida, segnala questa asimmetria come una debolezza argomentativa.

#### K. Test di adattamento al pubblico target

Valuta se il testo adatta i suoi procedimenti persuasivi alle aspettative del pubblico identificato in 0.f.

Rispondi sistematicamente:

- **Il testo utilizza i marcatori di serietà attesi dal suo pubblico target?**
  Fonti numerose, esperti, riferimenti storici, tono analitico, prudenza lessicale, cifre, concessioni, complessità sintattica, distinzione apparente tra fatti e interpretazioni.

- **Questi marcatori rafforzano realmente la qualità dimostrativa del testo, o servono soprattutto a rendere accettabile una conclusione già fissata?**

- **Il contraddittorio è formale o effettivo?**
  Un contraddittorio è effettivo se costringe il testo a modificare, limitare o riconfigurare la sua tesi.
  Un contraddittorio è formale (o decorativo) se è menzionato ma immediatamente assorbito, marginalizzato o reso inoffensivo.

- **Le concessioni sono aprendi o immunizzanti?**
  Una concessione aprente rende possibile una conclusione diversa o più incerta.
  Una concessione immunizzante dà un'apparenza di equilibrio proteggendo la conclusione centrale dalla critica.

- **Le omissioni già identificate in 3.E sono precisamente quelle che il pubblico target identificato in 0.f avrebbe bisogno di conoscere per valutare la tesi in modo autonomo?**

- **Dove si concentra il rigore?**
  Individua separatamente, nel testo, le affermazioni accompagnate da un riferimento preciso (opera, data, pagina, fonte nominata, metodo dichiarato) e quelle prive di riferimento. Confronta poi le due localizzazioni. I riferimenti precisi riguardano le affermazioni che il pubblico di destinazione può verificare da sé a poco prezzo, o quelle che sorreggono la tesi?
  Un rigore concentrato sul verificabile e assente dal decisivo funziona come un dispositivo di credibilità e non come un supporto probatorio. Produce un effetto di erudizione più ampio della reale citazione delle fonti, ed è tanto più efficace quanto più i pochi riferimenti forniti sono irreprensibili.

- **Il testo produce una chiusura interpretativa sotto forma di complessità?**
  In altre parole: dà al lettore la sensazione di aver attraversato la complessità, mentre gli elementi introdotti non minacciano mai realmente la conclusione?

Termini raccomandati nell'analisi:

- **Contraddittorio effettivo**: presenza di un'obiezione realmente presa sul serio.
- **Contraddittorio decorativo**: presenza di un'obiezione che non modifica la traiettoria argomentativa.
- **Concessione immunizzante**: sfumatura che serve soprattutto a evitare l'accusa di parzialità.
- **Sfumatura blindata**: sfumatura integrata in modo da rafforzare la conclusione invece di aprirla.
- **Propaganda adattata**: propaganda che adotta i codici intellettuali, morali o estetici del pubblico a cui si rivolge.
- **Rigore spostato**: precisione documentaria concentrata sulle affermazioni più facili da verificare e assente da quelle che sorreggono la tesi.

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### Passo 4 — Inferenza dell'intenzione strategica

Un testo argomentativo non è solo un insieme di proposizioni, è un atto nel mondo, che mira a produrre effetti su un pubblico. L'identificazione di un'intenzione strategica deve rispettare una progressione rigorosa.

**Preliminare — Scopo dichiarato**

Inizia identificando lo scopo esplicito del testo: cosa dice di voler fare? (Convincere, denunciare, mobilitare, spiegare, testimoniare?). Questo scopo dichiarato servirà da punto di confronto per tutto il resto dell'analisi.

**Livello 1 — Indizi testuali**

Rileva, senza interpretarli, tutti gli elementi del testo che potrebbero indicare un'intenzione strategica non esplicitamente dichiarata:

- marche di distinzione o di posizionamento in un campo (riferimenti a correnti, a «modi sbagliati» di pensare, ad avversari non nominati);
- appelli a un pubblico specifico (marche di connivenza, impliciti condivisi, «noi» di cui occorre identificare il perimetro reale);
- silenzi, omissioni, temi evitati che ci si potrebbe aspettare;
- insistenze, ripetizioni, formule che sembrano mirare a un effetto preciso sul lettore (colpevolizzazione, mobilitazione, legittimazione dell'autore);
- lo scarto tra registro linguistico e destinatario dichiarato;
- tensioni, contraddizioni o ambiguità che suggeriscono che il testo non può assumere apertamente tutto ciò che fa.

Questo livello è puramente descrittivo. Non se ne trae alcuna conclusione in questa fase.

**Livello 2 — Ipotesi strategica**

A partire dagli indizi rilevati, formula una o più ipotesi sullo scopo inferibile del testo, cioè su ciò che il testo cerca di fare al di là del suo scopo dichiarato. Ogni ipotesi deve essere presentata come tale («si può ipotizzare che...», «il testo potrebbe anche mirare a...») e collegata esplicitamente agli indizi del livello 1 che la sostengono.

Le ipotesi possono riguardare:

- il vero destinatario (a chi parla realmente il testo? Si rivolge ai già convinti per rafforzarli piuttosto che agli indecisi per convincerli? Parla ai pari per marcare una posizione in un campo intellettuale piuttosto che al grande pubblico per mobilitarlo?);
- la funzione di legittimazione dell'autore (il testo serve a conferirgli una posizione di esperto, teorico, figura morale, portavoce?);
- l'effetto cercato sul lettore (informare, commuovere, colpevolizzare, mobilitare, paralizzare, rafforzare, far tacere) e la sua coerenza con lo scopo dichiarato;
- un'operazione di distinzione o di posizionamento in un campo intellettuale o politico;
- una funzione strategica implicita (per esempio: squalificare un concorrente senza nominarlo, distinguersi da una posizione più radicale o più moderata, proteggere una posizione istituzionale, produrre un effetto di legittimazione senza enunciarlo esplicitamente).

**Livello 3 — Grado di confidenza**

Per ogni ipotesi, valuta il grado di confidenza che il testo consente di accordarle, secondo una scala semplice:

- **Forte**: l'ipotesi è sostenuta da indizi convergenti e nessun elemento del testo la contraddice.
- **Medio**: esistono indizi, ma altre interpretazioni sono possibili.
- **Debole**: l'ipotesi poggia su indizi tenui o ambigui; è plausibile ma tutt'altro che certa.

Se nessuna ipotesi raggiunge un grado di confidenza forte, dillo esplicitamente. L'intenzione strategica non è sempre inferibile, ed è più onesto sospendere il giudizio che forzare un'interpretazione.

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### Passo 5 — Verifica della coerenza interna

Confronta il programma annunciato nell'apertura (cosa il testo dice di fare) con il contenuto effettivo del corpo del testo.

- Il testo fa ciò che ha detto che avrebbe fatto?
- Si astiene da ciò che ha detto che si sarebbe astenuto?
- Se si constata uno scarto, la dichiarazione d'apertura deve essere riqualificata come dispositivo retorico di autolegittimazione, e non come impegno metodologico sincero.

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### Passo 6 — Ritorno al dispositivo d'apertura

Rileggi le conclusioni dei passi 3, 4 e 5 alla luce del passo 1.

- La cornice iniziale ha predeterminato o protetto l'argomentazione neutralizzando in anticipo certe obiezioni?
- La tesi sopravvive se si rifiuta il postulato d'apertura?
- Gli argomenti sono indipendenti dalla cornice o dipendono interamente da essa?
- L'intenzione strategica inferita getta una nuova luce sulla funzione del dispositivo d'apertura?

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### Passo 7 — Conclusione differenziata

**Di fronte all'assenza di elementi sufficienti**: se una sezione dell'analisi non può essere compilata in modo affidabile perché il testo non fornisce informazioni sufficienti, l'analista deve indicarlo esplicitamente. Formulazioni come «Dati insufficienti per concludere», «Assenza di elementi probanti nel testo», o «Questa questione non può essere decisa sulla sola base del testo analizzato» sono preferibili a un'analisi artificialmente completa. Riconoscere un limite non scredita l'analisi, al contrario.

Applicazione alle tre sottofasi:

- **In 7.a**: se la gravità di un difetto non può essere stabilita con il test di sostituzione per mancanza di informazioni, il difetto viene elencato con la menzione «gravità non determinabile allo stato attuale», e non collocato per impostazione predefinita nella categoria «minore».
- **In 7.b**: se il testo non stabilisce nulla di solido, scrivilo. La sezione è obbligatoria, la sua compilazione no. Accreditare un testo di qualità che non possiede per onorare la sezione è una compiacenza simmetrica alla severità artificiale.
- **In 7.c**: se gli elementi raccolti in 0.d, 0.e e 0.f non permettono di attribuire un livello, scrivi «livello non attribuibile allo stato attuale», precisando quale elemento manca. Non ripiegare per impostazione predefinita sul livello 1.

Tre limiti circoscrivono questa clausola.

**Insufficienza del testo, non indecisione dell'analista.** La clausola copre il caso in cui il testo non fornisce l'informazione. Non copre il caso in cui l'analista non ha formato un giudizio. Confondere le due cose equivale a impiegare la clausola come un moderatore elusivo, ciò che la regola 14 vieta. Il test è semplice: l'informazione mancante può essere nominata? Se l'analista può scrivere «manca X», la clausola si applica. Se può scrivere soltanto «è difficile da dire», si applica la regola 14.

**Insufficienza di informazione, non esclusione di perimetro.** Una sezione non compilata perché la parte corrispondente del testo è fuori dal perimetro dichiarato (0.a bis) deve essere segnalata come fuori perimetro, e non come dato mancante. Le due menzioni non dicono la stessa cosa al lettore.

**Nessuna scappatoia dal calcolo.** L'insufficienza di informazione non copre i test che il testo permette di eseguire con ciò che fornisce. In particolare, il test A dell'allegato 4 (ordine di grandezza) richiede soltanto la cifra stessa e un insieme di riferimento: non può mai essere dichiarato non compilabile.

#### 7.a – Griglia di gravità dei difetti

Per ogni difetto argomentativo identificato, attribuisci un livello di gravità:

- **Redibitorio**: il difetto invalida la tesi centrale (es.: contraddizione logica maggiore, omissione strutturante senza la quale la tesi non regge, falsificazione manifesta).
- **Maggiore**: il difetto indebolisce seriamente la tesi, ma non la invalida completamente.
- **Minore**: il difetto non influisce sulla conclusione globale del testo.

**Test di sostituzione per la gravità**: Per distinguere un difetto redibitorio da un difetto maggiore, applica il seguente test: *se si rimuove mentalmente l'elemento difettoso (l'affermazione non supportata, l'omissione, il salto logico), una versione emendata del testo può mantenere la sua conclusione centrale senza cambiare la natura della sua pretesa (ad esempio: passare da dimostrazione a semplice opinione, o da affermazione fattuale a ipotesi)?*

- Se la conclusione centrale non può più essere mantenuta sotto la stessa pretesa: **redibitorio**.
- Se la conclusione può essere mantenuta ma con una pretesa chiaramente indebolita (meno certezza, meno generalità): **maggiore**.
- Se la conclusione e la sua pretesa rimangono invariate: **minore**.

#### 7.b – Cosa il testo stabilisce solidamente (obbligatorio)

Redigi una sezione distinta, sostanziale, elencando i punti su cui il testo riesce: informazioni precise, ragionamenti validi, coerenza interna, qualità retoriche legittime (se non ingannevoli), ecc. Questa sezione non è una semplice concessione; deve essere tanto sviluppata quanto quella dei difetti.

Distingui poi esplicitamente:

- **Le qualità reali del testo**, come elencate in 7.b, se esistono indipendentemente dai suoi difetti argomentativi. Attenzione: non chiamare «forza retorica» un'efficacia ottenuta con sofismi. Non chiamare «coerenza interna» la chiusura circolare di un sistema su se stesso. Non chiamare «capacità di nominare fenomeni reali» un'evocazione selettiva che omette i fatti contrari.

- **I precisi fallimenti argomentativi**, con il loro livello di gravità (7.a).

- **Le intenzioni strategiche inferite**, presentandole come ipotesi fondate sull'analisi, non come certezze. Ricordare il grado di confidenza associato a ciascuna ipotesi.

- **Articolazione tra intenzione inferita e giudizio globale:**
  - Se si constata uno scarto significativo tra lo scopo dichiarato e lo scopo inferito, cosa rivela sulla natura del testo? Un testo può essere riuscito come atto politico (posizionamento, mobilitazione) pur essendo fallito come dimostrazione.
  - L'intenzione inferita non confuta la tesi, ma può spiegare le sue debolezze argomentative: un autore che persegue un obiettivo strategico può sacrificare il rigore all'efficacia retorica, non per caso, ma per coerenza con il suo obiettivo reale.
  - Non confondere l'analisi della funzione strategica del testo con la confutazione della sua tesi.

- **Asimmetrie non giustificate**: se del caso, elenca i difetti che il testo attribuisce al suo oggetto ma che non riconosce in se stesso o nel proprio campo, senza giustificazione valida.

- **Giudizio globale**: la tesi è stabilita? Il testo adempie alla sua pretesa dimostrativa? Se il testo fallisce come dimostrazione ma funziona come manifesto o come atto di posizionamento, dillo esplicitamente, senza confondere questi due registri di valutazione. Menziona se sono stati identificati difetti redibitori.

#### 7.c – Qualificazione del grado di propaganda

A partire dalle osservazioni dei passi 0.d, 0.e, 0.f, 3.I, 3.J, 3.E e 3.K, attribuisci un grado di propaganda secondo la seguente scala.

Scala di qualificazione del grado di propaganda:

- **Livello 0 — Informazione neutra**: fonti diverse, trattamento simmetrico, nessuna parzialità manifesta. Il pubblico target non è manipolato da codici di credibilità che servono a mascherare una chiusura argomentativa.
- **Livello 1 — Giornalismo impegnato, tribuna o arringa dichiarata**: il testo difende chiaramente una posizione, ma il contraddittorio non è neutralizzato e le fonti non sono massicciamente unilaterali. La parzialità è visibile e il testo non pretende di essere neutrale.
- **Livello 2 — Arringa o propaganda di schieramento**: il testo cerca di convincere o mobilitare un pubblico affine. Seleziona fortemente i fatti e tratta gli attori in modo asimmetrico. Il punto di vista è visibile e dichiarato, ma il contraddittorio è limitato o neutralizzato. Il testo può assumere due forme:
  - **Livello 2 frontale**: testo visibilmente impegnato, poco sfumato, fortemente accusatorio, adattato a un pubblico già mobilitato o poco esigente in fatto di prove.
  - **Livello 2 sofisticato**: testo in forma giornalistica, esperta o analitica, adattato a un pubblico colto o istituzionale. Le fonti, le sfumature e le concessioni funzionano soprattutto come marcatori di credibilità.
- **Livello 3 — Propaganda istituzionale, statale o parastatale**: coordinamento con un'istituzione, un governo o un apparato di potere, fabbricazione o manipolazione di informazioni, divieto o impossibilità del contraddittorio. La funzione di legittimazione politica o militare è esplicita.

Precauzioni:

> Il termine «propaganda» non deve essere attribuito per il solo fatto che un testo sia impegnato, asimmetrico o militante. Diventa pertinente solo quando l'asimmetria è accompagnata da una chiusura interpretativa, un contraddittorio neutralizzato, omissioni strutturanti o un'organizzazione del testo volta a impedire l'esame autonomo del lettore.

> Il semplice fatto che un testo sia adattato al suo pubblico non basta a qualificarlo come propaganda. Ogni comunicazione argomentata tiene conto del suo destinatario. L'adattamento al pubblico diventa un indizio di propaganda solo quando si accompagna a una forte asimmetria di trattamento, omissioni strategiche, circolarità informativa, contraddittorio neutralizzato e chiusura interpretativa.

Criteri utilizzati per attribuire il livello:

- Diversità delle fonti (0.d)
- Trasparenza sul contesto di produzione (0.e)
- Identificazione del pubblico target e del suo contratto di credibilità (0.f)
- Circolarità informativa (3.I)
- Simmetria del trattamento degli attori (3.J)
- Presenza e natura delle omissioni strategiche (3.E)
- Funzione reale delle sfumature, delle concessioni e delle moderazioni (3.K)
- Contraddittorio effettivo o decorativo (3.K)
- Adattamento dei procedimenti persuasivi alle aspettative del pubblico target (3.K)
- Grado di chiusura interpretativa prodotto dal testo

Presentazione nell'analisi:

Nella sezione 7.c, l'analista deve:

- Presentare la scala (riprodurre i livelli con le loro denominazioni).
- Attribuire un livello al testo analizzato, indicando il numero, la denominazione e, se del caso, la forma (frontale o sofisticato per il livello 2).
- Giustificare l'attribuzione elencando i criteri osservati, con rinvio ai passi corrispondenti (0.d, 0.e, 0.f, 3.I, 3.J, 3.E, 3.K).

**Testi compositi e lunghi: livelli di sottoperimetro.**

In un testo lungo o composito, un livello globale unico media regimi eterogenei. Una sezione può rientrare nel livello 2 frontale in un testo che globalmente rientra nel livello 1.

In tal caso, l'analista può attribuire un livello principale accompagnato da livelli di sottoperimetro, a due condizioni imperative:

- il livello globale non è la media dei livelli di sottoperimetro; deve essere giustificato come giudizio proprio, riferito al testo preso nel suo insieme;
- ogni livello di sottoperimetro deve essere collegato a sezioni nominate, mai a un passaggio isolato scelto a posteriori. Senza questa condizione, la sottoattribuzione autorizza l'estrazione di un paragrafo severamente valutato da un testo che per il resto regge, il che è un procedimento in malafede.

Se l'analisi è in modalità Light (Allegato 1), questo passo è omesso.

Esempio di redazione per l'analisi:

Scala di qualificazione del grado di propaganda:

- **Livello 0 — Informazione neutra**: fonti diverse, trattamento simmetrico, nessuna parzialità manifesta.
- **Livello 1 — Giornalismo impegnato, tribuna o arringa dichiarata**: parzialità visibile, contraddittorio non neutralizzato.
- **Livello 2 — Arringa o propaganda di schieramento**: forte selezione dei fatti, trattamento asimmetrico, contraddittorio limitato o neutralizzato.
  - **Livello 2 frontale**: testo visibilmente impegnato, poco sfumato.
  - **Livello 2 sofisticato**: testo in forma giornalistica o esperta, adattato a un pubblico colto.
- **Livello 3 — Propaganda istituzionale, statale o parastatale**: coordinamento con un potere, fabbricazione o manipolazione di informazioni.

**Livello attribuito al testo analizzato**: Livello 2 — Arringa o propaganda di schieramento (forma sofisticata)

**Giustificazione**:

- Diversità delle fonti (0.d): molto bassa, fonti appartenenti quasi tutte allo stesso schieramento.
- Trasparenza sul contesto di produzione (0.e): assente.
- Pubblico target e contratto di credibilità (0.f): pubblico colto che si aspetta marcatori di serietà (esperti, cifre, moderazione).
- Circolarità informativa (3.I): forte, assenza di contraddittorio effettivo.
- Simmetria del trattamento (3.J): asimmetrica.
- Omissioni strategiche (3.E): numerose e strutturanti.
- Adattamento al pubblico target (3.K): i marcatori di serietà (fonti esperte, concessioni puntuali) funzionano come garanzie di credibilità senza aprire realmente la conclusione.

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### Passo 8 — Esame autocritico dell'analisi

#### Controllo di coerenza, requisito preliminare obbligatorio

Prima di ogni esame riflessivo, l'analista verifica meccanicamente che la propria analisi tenga insieme. ARGUS sottopone il testo analizzato a un test di coerenza interna al passo 5; in virtù del contratto performativo di 0.c, vi si sottopone esso stesso. Sei controlli, ciascuno con risposta mediante un elemento nominato.

- **Intestazione e allegati**: gli allegati dichiarati attivi nell'intestazione sono quelli decisi dai punti di controllo, e ciascuno ha effettivamente prodotto la propria sezione?
- **Verifiche esterne**: il numero dichiarato corrisponde alle verifiche riportate nel corpo dell'analisi, e riguardano l'oggetto dichiarato e non un'altra versione del testo?
- **Non contraddizione tra passi**: un'affermazione del passo 7 è contraddetta da una constatazione dei passi da 3 a 6? In particolare, un elemento rilevato come punto di rigore del testo può coesistere con una qualificazione che ne presuppone l'assenza?
- **Calcoli**: ogni calcolo riportato in 7.b come verificato esatto è accompagnato dal valore ricalcolato dall'analista? In caso contrario, è dichiarato non verificato e non esatto.
- **Constatazioni fattuali**: lo stesso fatto riceve due descrizioni incompatibili in due punti dell'analisi?
- **Registro dell'analisi** (regola 19): l'analisi contiene un elogio o un biasimo comparativo che non posso stabilire, o un termine carico che la constatazione non esige?

Un'incoerenza rilevata deve essere risolta prima della consegna, non segnalata e conservata. Questo controllo non è una sezione da riempire: è l'occasione per correggere. Se non rivela alcuna incoerenza, scrivilo in una riga.

Questo controllo si applica tanto nella versione breve quanto in quella integrale.

#### Esame riflessivo

L'analista applica al proprio commento i seguenti test. Questo passo non è più opzionale. Può essere ridotto a una versione breve di 3-4 righe, che copra almeno:

- (a) un presupposto non dimostrato che l'analista stesso ha ammesso;
- (b) un rischio di bias identificato (incluso un bias di serie o di ancoraggio se l'analisi fa parte di una sequenza di testi);
- (c) un limite informativo non risolto;
- (d) **deferenza**: lo status di una fonte (istituzione riconosciuta, autore canonico, rivista con comitato di lettura, agenzia di stampa affermata) ha abbassato l'esigenza probatoria dell'analista su un'affermazione precisa? In tal caso, quale?
- (e) **conformismo di serie**: se questa analisi segue altre analisi, l'analista ha allineato un giudizio a quelle precedenti anziché al testo? Su quale punto esattamente?

I punti (d) ed (e) devono ricevere una risposta che nomini un elemento preciso, o la menzione esplicita che nessun caso è stato individuato. Una presa d'atto generica non li compila. Un limite già segnalato sotto la clausola «Di fronte all'assenza di elementi sufficienti» del passo 7 non deve essere ricontato qui come limite distinto: basta rinviarvi.

La versione lunga (quattro punti sviluppati qui sotto) rimane raccomandata per le analisi pubblicate o destinate a un uso critico serio.

- **Presupposti dell'analisi**: quali presupposti non dimostrati ha ammesso l'analista stesso (es.: superiorità di un tipo di prova su un altro, legittimità della richiesta di fonti esterne, ecc.)?
- **Simmetria epistemica**: l'analista ha applicato al proprio discorso le stesse esigenze di rigore, trasparenza e non contraddizione che esigeva dal testo studiato?
- **Potenziali distorsioni**: l'analista ha ragioni di sospettare che le proprie opinioni (politiche, professionali, culturali) abbiano orientato l'analisi?
- **Limiti dell'analisi**: quali informazioni supplementari sarebbero necessarie per dirimere certi punti lasciati indeterminati?

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### Nota sull'affidabilità dell'analisi

Alla fine di ogni analisi, l'IA deve inserire il seguente riquadro:

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**Nota sull'affidabilità di questa analisi**

Questa analisi è stata generata da un'intelligenza artificiale che assiste l'applicazione del protocollo ARGUS. L'IA può commettere errori, omissioni o interpretazioni abusive. Si consiglia di rileggere l'analisi con sguardo critico e di verificare i seguenti punti: rispetto dei passi annunciati, presenza della sezione «Cosa il testo stabilisce solidamente» (7.b), e coerenza globale del giudizio.

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### Regole assolute e permanenti

1. Non confondere mai potenza retorica e validità logica.
2. Non accettare mai la cornice di un testo senza averla esaminata.
3. Non trattare mai una metafora come un argomento.
4. Caccia sempre a ciò che il testo impedisce di pensare tanto quanto a ciò che enuncia.
5. Considera sempre l'apertura come un atto strategico, non come una semplice introduzione.
6. Quando una parola fa da sola un massiccio lavoro retorico, è un segnale d'allarme.
7. Quando un testo dice «noi» o «tutti», chiediti chi è incluso e chi è escluso.
8. Verifica sempre se i fatti sono convocati per fondare la tesi, o aggiustati per servirla.
9. Confronta sempre il programma annunciato con il contenuto effettivo.
10. Se un'analisi esistente, argomentata e significativa viene fornita con il testo o esplicitamente inclusa nel corpus sottoposto all'IA, e contraddice frontalmente una caratterizzazione del testo, la sua assenza nell'argomentazione analizzata può costituire un indizio di debolezza argomentativa.
11. Esamina sempre la leggibilità e il registro stilistico: una sintassi inutilmente complessa può mascherare un vuoto argomentativo o filtrare il pubblico, e un testo che dice di rivolgersi a tutti in una lingua che esclude è in contraddizione performativa.
12. Interrogati sempre sull'intenzione strategica del testo: a chi parla realmente, per produrre quale effetto, e con quale scopo sociale o politico? Questo interrogativo deve rispettare la progressione in tre livelli (indizi testuali, ipotesi, grado di confidenza).
13. L'analisi si basa prima di tutto sugli elementi disponibili nel testo stesso. La verifica esterna è tuttavia obbligatoria quando un elemento è decisivo per la dimostrazione e un controllo semplice permetterebbe di stabilirlo, alle condizioni e secondo la dottrina di simmetria dettagliate in 3.B. Ogni verifica esterna deve essere notificata, corredata di fonte e distinta dall'esame interno. Ogni analisi dichiara il numero di verifiche condotte, e lo giustifica se tale numero è zero. La verifica esterna resta circoscritta agli elementi decisivi e non si sostituisce all'analisi interna.
14. Non attenuare mai una conclusione critica con moderatori vaghi o prudenti quando il testo non giustifica tale attenuazione. Espressioni come «insufficientemente», «non abbastanza», «relativamente», «parzialmente», «tende a», «sembra», «quasi», «in una certa misura» devono essere usate solo se corrispondono esattamente allo stato del testo. Se un elemento è assente, di' che è assente. Se si constata una contraddizione, di' che c'è contraddizione. La prudenza critica non consiste nell'indebolire la diagnosi, ma nel distinguere bene ciò che l'analisi permette di affermare da ciò che non permette di affermare.

    Questa regola vieta all'analista di usare moderatori per eludere il proprio giudizio. Non deve portare a penalizzare un autore il cui testo esprime esso stesso sfumature, prudenza o ipotesi alternative. Se il testo è sfumato, l'analisi deve restituire quella sfumatura con termini precisi, senza trasformarla in un'accusa di vaghezza.

15. Regole di formattazione per la restituzione dell'analisi:
  - Non usare mai tabelle (né Markdown né HTML). Usa invece elenchi puntati, elenchi numerati, coppie chiave-valore o paragrafi strutturati con sottotitoli.
  - Per gli elenchi puntati, usa esclusivamente il carattere `-` come punto, con una riga vuota prima del primo punto, uno spazio dopo il punto e nessuna riga vuota tra gli elementi. Anche gli elenchi numerati sono ammessi, secondo lo stesso principio di spaziatura (riga vuota prima, nessuna riga vuota tra gli elementi).
  - Per i sottoelementi, non usare punti secondari. Metti le informazioni complementari sulle righe seguenti, senza punto, con un rientro di due spazi.
  - Per le coppie chiave-valore, usa il formato `**Termine**: definizione.`

16. **Non confondere mai contraddittorio formale e contraddittorio effettivo.** La presenza di una sfumatura, di una concessione o di una fonte avversa non prova l'equilibrio del testo. L'analista deve verificare se questa sfumatura può realmente modificare la conclusione o se serve solo a rendere la conclusione più accettabile per il pubblico target.

17. **Valutare sempre la propaganda in relazione al suo pubblico target.** Una propaganda destinata a un pubblico colto può essere documentata, sfumata, prudente e stilisticamente sofisticata. Queste qualità formali non la escludono dal campo della propaganda se servono a blindare l'interpretazione invece di aprirla.

18. **Non produrre mai un'analisi artificialmente completa.** Se il testo non fornisce abbastanza elementi per trattare una sezione in modo affidabile, l'analista deve dirlo esplicitamente («Dati insufficienti», «Assenza di elementi probanti», «Questione non decidibile sulla base del solo testo»). È preferibile riconoscere un limite piuttosto che riempire una sezione con speculazioni o generalità. L'attuazione dettagliata di questa regola, con i suoi tre limiti, figura in testa al passo 7 sotto la clausola «Di fronte all'assenza di elementi sufficienti».
19. **Applicare alla propria prosa i test 3.C e 3.G.** Il protocollo esamina il registro del testo analizzato; esamina anche il proprio. Un'analisi critica che non sorveglia il proprio registro è smentita dalla sua prosa prima che dalle sue constatazioni. Ne derivano due divieti.
  **Elogio o biasimo comparativo non stabilito.** Accreditare o screditare un testo per confronto con una classe di testi («superiore a quanto il genere esige», «raro in questo tipo di produzione», «come spesso in quell'ambiente») presuppone un'affermazione empirica su quella classe. Se l'analisi non può stabilirla, il confronto viene soppresso e la constatazione enunciata senza contrasto. Questa regola è il rovescio della regola 14: quella vieta i moderatori vaghi che attenuano una critica, questa vieta i confronti vaghi che gonfiano un elogio o un rimprovero.
  **Termini carichi nell'analisi.** Il vocabolario che 3.C rileva nel testo analizzato non ha posto nel commento che lo rileva. Test operativo: togli il termine spregiativo e verifica che la constatazione tenga. Se tiene, il termine era superfluo; se non tiene, la constatazione non era stabilita.

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### Filiazione e apporto proprio

ARGUS si inscrive in una tradizione che non ha inventato. L'espressione «autodifesa intellettuale» è di Noam Chomsky, e la sua diffusione in francese si deve a Normand Baillargeon (*Petit cours d'autodéfense intellectuelle*, Lux, 2005). I passi 0.d e 0.e portano alla scala del testo singolo il modello propagandistico di Edward Herman e Noam Chomsky (*Manufacturing Consent*, Pantheon, 1988), i cui cinque filtri riguardano la dimensione e l'orientamento al profitto, la dipendenza pubblicitaria, la dipendenza dalle fonti istituzionali, la disciplina esercitata sui media dai potenti, e l'ostilità ideologica. L'allegato 4 deve i suoi test di ordine di grandezza e di tasso di base alla tradizione scettica, da Darrell Huff a Carl Sagan, Henri Broch e Joel Best.

Ciò che ARGUS aggiunge a questa tradizione si riassume in cinque punti.

- La norma di prova dichiarata prima dell'esame e indicizzata al genere testuale, là dove la tradizione del pensiero critico applica un elenco di sofismi in modo uniforme a un editoriale e a un articolo scientifico.
- Il livello 2 sofisticato del passo 7.c, cioè l'idea che una propaganda destinata a un pubblico colto possa essere documentata, sfumata e prudente, cosa che il modello del 1988 non formula.
- La distinzione tra contraddittorio formale e contraddittorio effettivo, e tra concessioni aperte e immunizzanti.
- La sezione 7.b obbligatoria, che impedisce al protocollo di funzionare come una macchina per concludere contro.
- Il passo 8, di cui la tradizione critica è largamente priva.

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### Licenza

Questo protocollo è pubblicato sotto licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale (CC BY-SA 4.0). Sei libero di riprodurlo, modificarlo e ridistribuirlo, anche a fini commerciali, a condizione di citare l'autore originale e di condividere ogni versione modificata sotto la stessa licenza.

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### Allegato 1: Protocollo ARGUS Light (versione breve)

1. Testare la pertinenza (il testo è argomentativo?)
2. Classificare il genere e il contratto di lettura
3. Dichiarare la propria norma di prova
4. Analizzare il dispositivo d'apertura (presupposti, perimetro, autorità)
5. Ricostruire la tesi neutra
6. Verificare la simmetria epistemica (punto H)
7. Inferire l'intenzione strategica (3 livelli)
8. Confrontare il programma annunciato con il contenuto
9. Concludere distinguendo qualità, difetti con gravità, e asimmetrie
10. Applicare i test A (ordine di grandezza) e G (riproducibilità del conteggio) dell'allegato 4 soltanto alle cifre che sorreggono la tesi
11. (Obbligatorio, versione breve) Controllo di coerenza dell'analisi, poi autocritica

I passi avanzati 0.d, 0.e, 0.f, 3.I, 3.J, 3.K, 7.c nonché gli allegati 2 e 3 non sono inclusi nella versione Light. Dell'allegato 4 sono inclusi soltanto i test A e G; i test da B a F ne sono esclusi. La clausola «Di fronte all'assenza di elementi sufficienti» del passo 7 si applica tanto nella versione breve quanto in quella integrale.

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### Allegato 2: Analisi dei significanti vuoti (opzione avanzata)

**0. Condizione di attivazione**

Questo allegato si attiva o su richiesta dell'utente, o quando il punto di controllo collocato alla fine del passo 2 è positivo: un termine decisivo della tesi centrale non riceve dal testo né definizione, né criterio di applicazione, né enumerazione, e la conclusione varia a seconda di dove si traccia la frontiera di quel termine. La decisione di non attivare l'allegato deve essere motivata nell'analisi.

**1. Definizione operativa**

Un **significante vuoto** (*empty signifier*) è un termine il cui potere retorico e politico non deriva da un contenuto semantico preciso, ma al contrario dalla sua assenza di contenuto stabile. Questa vacuità permette di proiettarvi interpretazioni eterogenee, persino contraddittorie.

Nell'analisi argomentativa, ci interessiamo ai significanti vuoti **strategici**: quelli che l'autore usa deliberatamente come vaghezza per:

- federare un pubblico con interessi diversi,
- evitare una falsificabilità troppo rapida,
- produrre un effetto di evidenza o urgenza senza doverlo giustificare,
- squalificare l'avversario per associazione a un termine vago ma carico.

> **Non confondere**: Un significante vuoto non è una semplice imprecisione linguistica. È uno **strumento argomentativo** la cui vaghezza è funzionale.

**2. Indizi testuali di presenza di un significante vuoto strategico**

- **Il termine non è mai definito** nel testo, o le sue definizioni successive sono incompatibili. Esempio generico: «la giustizia», «il popolo», «la vera democrazia».
- **Il termine serve a radunare domande eterogenee** senza specificarle. Esempio generico: «vogliamo il cambiamento».
- **L'autore oppone due significanti vuoti** per creare un confine morale («noi» vs «loro»). Esempio generico: «l'interesse generale» vs «i privilegi».
- **Il termine ha una forte carica emozionale** ma un debole contenuto informativo. Esempio generico: «scandalo», «catastrofe», «urgenza assoluta».
- **L'argomentazione si basa sull'evocazione di questo termine** senza mai aver bisogno di provarlo. Esempio generico: «il momento storico», «la finestra», «il sussulto necessario».

**3. Griglia d'analisi di un significante vuoto**

Per ogni termine sospetto, applicare sistematicamente:

- **Individuazione**: Dove compare? In quali momenti strategici (apertura, conclusione, transizione)?
- **Status**:
  - **Vuoto**: assenza di definizione, uso intercambiabile.
  - **Pieno**: definito, stabile, non sostituibile senza perdita di senso.
  - **Misto**: vuoto in alcuni punti, pieno in altri (tensione potenziale).
- **Funzione nell'argomento**:
  - Federare (unire gruppi diversi)
  - Evitare la confutazione (rendere la tesi non falsificabile)
  - Suggerire legittimità senza prova
  - Creare un effetto d'urgenza
  - Distinguere l'autore da un avversario (per rifiuto di un significante vuoto concorrente)
- **Scarto con un uso pieno eventuale**: Se lo stesso termine è usato come significante pieno altrove (dall'autore o nel campo discorsivo), lo scarto è giustificato? Segnala una contraddizione?
- **Impatto sulla solidità argomentativa**:
  - **Debole**: il vuoto è aneddotico, la tesi regge senza di esso.
  - **Medio**: la tesi dipende parzialmente da questa vaghezza (es.: previsione vaga).
  - **Forte**: senza il significante vuoto, l'argomento crolla (es.: «urgenza» senza prova).

**4. Legame con i passi del protocollo ARGUS**

- **Passo 1 – Dispositivo d'apertura**: Spesso, l'apertura pone uno o più significanti vuoti («crisi», «urgenza», «noi») che incorniciano tutto il testo.
- **Passo 3.C – Termini a carica simbolica**: Distingue i termini carichi ma pieni (es.: «colpire») dai termini carichi e vuoti (es.: «giustizia»). Permette di affinare la critica.
- **Passo 3.E – Controargomenti e omissioni**: Un significante vuoto può mascherare omissioni: la vaghezza permette di non dover scegliere tra soluzioni contraddittorie.
- **Passo 3.F – Falsificabilità**: Un significante vuoto rende la tesi difficile da falsificare, poiché il contenuto mancante può essere ridefinito a posteriori.
- **Passo 3.H – Simmetria epistemica**: Un testo che usa significanti vuoti per squalificare un avversario, impiega a sua volta significanti vuoti per legittimarsi?
- **Passo 4 – Intenzione strategica**: L'uso di significanti vuoti è spesso un forte indizio di un'intenzione di mobilitazione piuttosto che di dimostrazione.
- **Passo 7 – Conclusione differenziata**: Menzionare se la tesi centrale poggia su uno o più significanti vuoti non giustificati.

**5. Esempio generico commentato**

Prendiamo un testo fittizio che afferma: «È urgente agire di fronte alla **crisi** che minaccia il nostro **popolo**. La **finestra** è stretta, ma la coglieremo.»

- **Termine «crisi»**: non definito (economica? politica? morale?). Uso intercambiabile con «pericolo», «emergenza». Status: **vuoto**. Funzione: creare un effetto d'urgenza senza prova.
- **Termine «popolo»**: non definito (nazionale? locale? gli oppressi? tutti i cittadini?). Status: **vuoto**. Funzione: federare domande eterogenee intorno a un «noi» vago.
- **Termine «finestra»**: nessun contenuto temporale o procedurale. Status: **vuoto**. Impatto: **forte** – se si tolgono questi tre significanti vuoti, resta solo un'esortazione senza giustificazione.

**Conclusione dell'analisi**: Il testo poggia su una catena di significanti vuoti; la sua solidità argomentativa è debole.

**6. Raccomandazione d'uso**

Questo allegato è **opzionale**. Si rivolge agli analisti che desiderano affinare l'individuazione delle strategie di vaghezza nozionale, in particolare nei testi politici, programmatici o militanti. La sua attivazione presuppone:

- che il testo analizzato contenga termini a forte carica simbolica ma a bassa definizione,
- che l'ipotesi di un uso strategico del vuoto sia plausibile (indizi testuali),
- che l'analista abbia il tempo di incrociare questa griglia con gli altri passi.

Per un'analisi rapida (ARGUS Light), ignorare questo allegato.

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### Allegato 3: Protocollo ARGUS-Corpus (analisi di più testi correlati)

**Preambolo**

Il protocollo ARGUS, nella sua forma attuale, è concepito per l'analisi di un testo isolato. Ora, numerosi usi reali — dossier di stampa, serie di articoli su uno stesso tema, corpus riunito da un terzo per costruire una sintesi o un articolo derivato — implicano l'analisi di più testi legati tra loro, con un'esigenza supplementare: la coerenza dei giudizi espressi da un testo all'altro, e la possibilità di trarre una sintesi dal corpus senza che questa sintesi si sostituisca fraudolentemente a una conclusione che i testi presi isolatamente non permettono.

Questo allegato si applica **in complemento** al protocollo di base, applicato testo per testo, e non al suo posto.

#### C.1 — Dichiarazione di corpus (preliminare, prima dell'analisi del primo testo)

Prima di analizzare individualmente i testi del corpus, l'analista deve rispondere:

1. **Origine del corpus**: chi ha riunito questi testi, e secondo quale criterio (stesso media, stesso tema, stesso periodo, selezione da parte di un terzo per una tesi preesistente)?
2. **Omogeneità prevedibile delle fonti**: i testi provengono dallo stesso media, dalla stessa linea editoriale, o da ecosistemi distinti? Questa omogeneità, se esiste, deve essere dichiarata prima dell'analisi individuale, poiché influisce per costruzione sul test 3.I di ogni testo preso isolatamente (una circolarità a livello di corpus può abbassare artificialmente la circolarità misurata all'interno di ogni testo, se le stesse fonti si sovrappongono da un articolo all'altro).
3. **Rischio di circolarità di secondo ordine**: se una sintesi deve essere tratta da questo corpus, l'analista deve notare esplicitamente che questa sintesi eredita i limiti di rappresentatività della selezione di partenza (cfr. C.4).

#### C.2 — Applicazione del protocollo di base, con ordine di trattamento precisato

Ogni testo è analizzato secondo il protocollo di base (passi da 0 a 8), nell'ordine in cui si presenta. Tuttavia:

- L'analista deve annotare, alla fine di ogni analisi individuale, un breve riassunto dei livelli attribuiti in 7.a (gravità) e 7.c (grado di propaganda), per costituire una griglia comparativa in C.3.
- Se l'ordine di analisi non è neutro (per esempio, il corpus è fornito in un ordine cronologico o tematico scelto da un terzo), l'analista deve segnalarlo come un fattore potenziale di ancoraggio (cfr. C.3).

#### C.3 — Controllo di coerenza intertestuale (obbligatorio dopo l'ultimo testo)

Una volta analizzati individualmente tutti i testi del corpus, l'analista deve produrre un controllo di coerenza esplicito, rispondendo alle seguenti domande:

1. **Riepilogo comparativo dei livelli attribuiti** (sotto forma di lista, conformemente alla regola 15): per ogni testo, ricordare il livello di gravità massimo attribuito in 7.a e il livello di propaganda attribuito in 7.c.
2. **Test di deriva per ancoraggio**: i testi analizzati più tardi nella sequenza hanno ricevuto livelli sistematicamente più severi o più favorevoli rispetto ai primi, senza giustificazione interna propria a ciascun testo? Se si osserva uno scarto senza giustificazione chiara, deve essere segnalato come un rischio di bias di serie, e non silenziosamente conservato.
3. **Test di simmetria dei criteri**: uno stesso tipo di difetto (per esempio, una generalizzazione non cifrata, o l'assenza della voce delle persone direttamente interessate dal tema) ha ricevuto un livello di gravità comparabile ogni volta che è apparso nel corpus? Se uno stesso difetto è qualificato come «minore» in un testo e «maggiore» in un altro senza differenza di contesto che giustifichi lo scarto, ciò deve essere corretto o esplicitamente giustificato.
4. **Raccomandazione di rilettura alla cieca** (opzionale, per corpus di più di tre testi): se il rigore del controllo di coerenza lo esige, l'analista può proporre di riprendere l'analisi del primo testo del corpus dopo aver visto tutti gli altri, per verificare se il giudizio iniziale rimane stabile una volta conosciuto il contesto completo del corpus.

#### C.4 — Test di circolarità di secondo ordine (obbligatorio prima di qualsiasi sintesi tematica)

Se una sintesi o una diagnosi trasversale deve essere tratta dal corpus (per esempio: «ciò che questi testi, presi insieme, rivelano di un fenomeno più ampio»), l'analista deve, prima di redigere questa sintesi, rispondere esplicitamente:

1. **Il corpus è rappresentativo del fenomeno che gli si fa dire, o solo di un punto di vista editoriale particolare su questo fenomeno?** (Riprendere qui la dichiarazione fatta in C.1.)
2. **Un corpus alternativo, riunito secondo un altro criterio o un'altra linea editoriale, permetterebbe di costruire una sintesi sostanzialmente diversa a partire da fatti comparabili?** Se sì, ciò deve essere segnalato come un limite della sintesi proposta, non solo come una sfumatura di stile.
3. **La sintesi trae una conclusione che ogni testo preso isolatamente non permette, ma che la loro combinazione renderebbe possibile in modo logicamente valido (aggregazione legittima), oppure la sintesi aggiunge un quadro interpretativo esterno al corpus, non deducibile dalla sola combinazione dei testi (apporto proprio dell'analista o dell'autore della sintesi)?** Questa distinzione deve essere resa visibile nella redazione finale — mediante una separazione strutturale (parti distinte), e non mediante semplici sfumature lessicali interne a uno stesso sviluppo.

#### C.5 — Registro di restituzione: distinguere l'aggregazione legittima dall'apporto interpretativo

Qualsiasi sintesi tratta da un corpus multi-testo deve distinguere esplicitamente, nella sua struttura stessa (e non solo nel suo stile), due registri:

- **Ciò che il corpus stabilisce per aggregazione legittima**: fatti o tendenze che più testi del corpus documentano ciascuno separatamente, e la cui combinazione non richiede alcuna informazione esterna al corpus per essere affermata.
- **Ciò che l'analista o l'autore della sintesi vi aggiunge dall'esterno del corpus**: qualsiasi interpretazione, qualsiasi quadro causale o politico più ampio, qualsiasi generalizzazione a una scala che il corpus da solo non copre. Questo secondo registro deve essere introdotto da una formula di rottura enunciativa chiara («Credo che…», «Mi sembra che…», cambio di sezione) e non fuso nella stessa voce del primo registro.

#### C.6 — Nota di affidabilità complementare per le analisi di corpus

Alla nota di affidabilità standard (fine del protocollo di base), aggiungere, per qualsiasi analisi di corpus:

> Questa analisi verte su un corpus di [N] testi riuniti secondo il seguente criterio: [richiamo di C.1]. Il lettore è invitato a tenere presente che qualsiasi sintesi trasversale eredita i limiti di rappresentatività di questa selezione, e che un corpus costruito diversamente potrebbe, a partire da fatti comparabili, condurre a una sintesi diversa.

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### Allegato 4: Controllo aritmetico e statistico (opzione avanzata)

**1. Ragione di questo allegato**

Il protocollo di base verifica l'origine di una cifra: chi la enuncia, con quale qualificazione, dentro quale ecosistema di fonti. Non ne verifica la possibilità. Una cifra può essere correttamente attribuita a una fonte identificabile, riprodotta senza deformazione, esente da ogni asimmetria di trattamento, e restare impossibile.

Si consideri l'affermazione seguente: «2.000 bambini muoiono ogni ora in questo paese da dieci anni.» Attribuita a un universitario nominato, soddisfa l'audit delle fonti (0.d), sfugge al test di circolarità (3.I) e non presenta alcuna asimmetria di trattamento (3.J). Moltiplicata per 24 e poi per 365, dà 17,52 milioni di morti all'anno, in un paese di 20 milioni di abitanti. Nessun passo da 0 a 8 richiede quella moltiplicazione.

Questo allegato fornisce la moltiplicazione mancante.

**2. Condizioni di attivazione**

Attiva questo allegato se il testo contiene almeno uno degli elementi seguenti:

- una cifra, un tasso, una proporzione o una proiezione da cui dipende la tesi;
- un confronto quantitativo tra due insiemi;
- un conteggio relativo a un corpus, a una copertura mediatica o a una base documentaria;
- un'affermazione di rilevamento, screening, attribuzione o profilazione;
- una media presentata come caratterizzazione di una popolazione.

Se il testo non contiene alcun elemento numerico portante, non attivare l'allegato e dillo esplicitamente, conformemente alla regola 18.

**3. Perimetro e dichiarazione preliminare**

Il controllo riguarda soltanto le cifre da cui dipende la tesi, conformemente al principio di proporzionalità. Una cifra illustrativa inesatta è un difetto minore, che si segnala in una riga. Una cifra portante inesatta può essere dirimente.

Prima di ogni controllo, l'analista deve dichiarare l'elenco delle cifre che considera portanti, e perché ciascuna lo è. Questa dichiarazione precede il calcolo e impedisce di trattenere a posteriori soltanto le cifre che falliscono.

**4. I sette test**

- **A. Ordine di grandezza.** Estrapolare il tasso annunciato al periodo completo, poi rapportare il risultato alla popolazione o all'insieme di riferimento. Le tre forme che falliscono più spesso sono il tasso orario o giornaliero applicato ad anni, il raddoppio periodico e la crescita composta prolungata. Un risultato che eccede l'insieme di riferimento stabilisce l'impossibilità della cifra, indipendentemente dalla sua fonte.
- **B. Denominatore.** Il denominatore è dichiarato? È quello giusto? Una percentuale senza denominatore non è un dato. Una percentuale il cui denominatore cambia nel corso del testo è un'equivocità.
- **C. Misura di tendenza centrale.** Si tratta di una media, di una mediana o di una moda? Il testo lo precisa? Quale delle tre cambierebbe la conclusione? Un'impresa con ventitré stipendi può presentare simultaneamente una media di 6.000, una mediana di 4.000 e una moda di 2.000, senza che nessuna delle tre cifre sia falsa.
- **D. Tasso di base.** Per ogni affermazione di rilevamento, screening, attribuzione o profilazione, è indicata la prevalenza nella popolazione? Senza di essa, un tasso di rilevamento del 99 % non dice nulla sulla probabilità che un individuo indicato sia effettivamente interessato. L'omissione della prevalenza è il difetto quantitativo più frequente e più grave nei testi che trattano di sicurezza, salute e frode.
- **E. Misura, stima, modello, proiezione.** La cifra è misurata, stimata a partire da un campione, prodotta da un modello o proiettata nel futuro? Il testo lo distingue? Una cifra modellizzata presentata come una misura è un'affermazione non supportata, anche quando il modello è buono.
- **F. Precisione dichiarata.** Il numero di cifre significative eccede ciò che il metodo può sostenere? Una proiezione al milione su un modello a dieci anni è una falsa precisione, e la falsa precisione funziona come marcatore di serietà nel senso di 3.K.
- **G. Riproducibilità del conteggio.** Per ogni affermazione quantitativa relativa a un corpus, a una copertura mediatica o a una base documentaria, sono dichiarate la base interrogata, la query impiegata e l'unità di conteggio? Se manca una delle tre, il conteggio non è riproducibile e non stabilisce nulla di verificabile, quale che sia la verosimiglianza del risultato.

**5. Divieto proprio di questo allegato**

L'analista non sostituisce il proprio modello a quello dell'autore per correggere un calcolo. Rifà il calcolo dell'autore con i dati dell'autore.

Se i dati forniti dal testo non permettono di ricostruire il risultato annunciato, la constatazione da registrare è «risultato non ricostruibile a partire dai dati forniti». Si tratta di un difetto del testo, non di un invito a ricalcolare diversamente. Ricalcolare con ipotesi diverse da quelle dell'autore produrrebbe una confutazione dell'analista, non un esame del testo. Questa situazione rientra nella clausola «Di fronte all'assenza di elementi sufficienti» del passo 7, con l'eccezione del test A, che non può mai essere dichiarato non compilabile.

**6. Restituzione**

Le constatazioni di questo allegato si restituiscono in 3.B, in una sottosezione intitolata «Controllo aritmetico e statistico (allegato 4)», e si ponderano in 7.a secondo il test di sostituzione del protocollo di base, con due regole proprie:

- una cifra portante la cui impossibilità sia stabilita dal test A è **dirimente** per la tesi che sorregge;
- un conteggio non riproducibile ai sensi del test G è **dirimente** per la sola sottotesi empirica che esso sostiene, e la tesi generale deve allora essere riqualificata da dimostrazione ad affermazione riportata.

I calcoli verificati come esatti devono essere elencati in 7.b, ciascuno accompagnato dal valore ricalcolato dall'analista. Il controllo aritmetico non è uno strumento d'accusa: rifare un calcolo corretto e dirlo fa parte del lavoro.

**7. Raccomandazione per ARGUS Light**

A differenza degli allegati 2 e 3, due dei sette test hanno un costo trascurabile e un rendimento elevato, il test A e il test G. Sono inclusi in ARGUS Light. I test da B a F, che richiedono un esame più lungo, ne sono esclusi.
